Il Transgender Day of Remembrance o TDoR è una ricorrenza della comunità LGBT per commemorare le vittime della transfobia. L’evento, celebrato il 20 novembre, venne introdotto da Gwendolyn Ann Smith in ricordo di Rita Hester, il cui assassinio nel 1998, nella stessa data in cui si celebra la ricorrenza, diede avvio al progetto web “Remembering Our Dead” e nel 1999 a una veglia a lume di candela a San Francisco. Da allora l’evento è cresciuto fino a comprendere commemorazioni in centinaia di città in tutto il mondo.

L’inizio della lotta per i diritti della comunità lgbtqia+ è simbolicamente fatta coincidere con i moti di Stonewall, una rivolta del 27 giugno 1969 che fu scatenata dall’ irruzione della polizia nello Stonewall Inn, un bar gay di Manhattan dove Sylvia River, donna trans latino-americana, iniziò la rivolta lanciando una bottiglia contro un poliziotto.

In realtà i moti di Stonewall, a differenza di quanto si dice, non sono stati la prima volta in cui le persone lgbtqia+ si sono ribellate al sistema che le opprimeva. Ci fu infatti un avvenimento un paio di anni prima a San Francisco che però venne sepolto e dimenticato per 40 anni: si tratta della rivolta di Compton’s Cafeteria di cui nessuna pubblicazione di San Francisco parla e per questo non è chiaro nemmeno in quale giorno si sia effettivamente verificato e la data viene fatta risalire genericamente all’ agosto del 1966.

Il caffè in questione era uno dei pochi luoghi dove persone trans e gender non-conforming potessero riunirsi in quanto molto spesso allontanate dai gay bar stessi; ricordiamo infatti che il cross-dressing al tempo era un reato, bisognava sempre avere addosso almeno 3 capi riconducibili al proprio sesso biologico e questa legge poteva quindi essere motivo di ulteriori raid da parte della polizia. Durante la notte alcuni clienti transgender si ribellarono e a seguito di ciò i proprietari del bar chiamarono la polizia. La vera sommossa iniziò quando un poliziotto tentò di arrestare una delle manifestanti e questa gli lanciò il proprio caffè sul viso, così facendo scatenò la rivolta a suon di lancio di stoviglie e altri oggetti; distrussero anche le vetrine del bar e la polizia dovette chiamare i rinforzi vedendo che la rissa continuava anche in strada, dove venne distrutta una volante e incendiata una edicola.

Due figure importantissime nella nascita dei movimenti per i diritti lgbtqia+ e rimaste nella storia sono due donne trans nere: Sylvia Rivera e Marsha P. Johnson, ella stessa ritrovata morta nel fiume Hudson probabilmente uccisa sotto circostanze ancora non chiare (ne parla il documentario the death and life of Marsha P. Johnson).

Marsha P. Johnson in seguito ha co-fondato Street Transvestite Action Revolutionaries (STAR) con l’amica Sylvia Rivera . Le prime definizioni di Rivera sui trans erano molto ampie, includendo tutte le persone non conformi al genere. Rivera ha continuato a difendere i diritti delle persone trans e l’inclusione della protezione di individui trans* in tutta la legislazione sui diritti LGBT, fino alla sua morte nel 2002.

La lotta e le proteste per i diritti per le persone trans* continuarono e continuano tuttora.

Fu con il continuo di queste lotte che anni dopo venne introdotto il Transgender Day of Remembrance o TDoR in cui appunto si commemorano tutte le vittime di transfobia.

In diverse città italiane, ogni anno, è organizzata una commemorazione. In particolare, a Roma il 20 novembre, in ricordo dell’omicidio di Andrea Oliviero il TDoR si celebra alla stazione di Roma Termini e alla Gay Street, mentre a Torino si celebra attraverso la Trans Freedom March.

Il 20 novembre 2016 si è celebrato il TDoR anche a Sanremo: si è trattato del primo evento interamente dedicato alla causa transgender mai organizzato ad Imperia. L’evento è stato organizzato dal Movimento Imperiese Arcobaleno (comitato territoriale Arcigay Imperia) e AGedO.

Nel 2017 il TDoR a Roma, si svolge nel luogo del ritrovamento del corpo di una giovane ragazza trans nei pressi della Metro Eur Magliana. L’omicidio, che sconvolge la comunità LGBT romana, porta a concentrarsi il 19 dicembre alle ore 20:00 nel parco del Turismo, dove è stato ritrovato il cadavere. L’appello parte da Arcigay.

Sono purtroppo tante le vittime da ricordare in questo giorno ogni anno,Dal 2009 al settembre 2020 in Italia sono state uccise 42 persone trans*; siamo i peggiori in Europa, dietro di noi solo la Spagna con 13 omicidi.

Dal 1 ottobre 2019 al 30 settembre 2020 sono state uccise 350 persone transgender e non-binary in tutto il mondo, con un aumento del 6% rispetto all’anno scorso; il 98% erano donne trans o comunque trans-feminine. Tra il 2014 e il 2020, in 75 paesi, 3665 persone trans* o gender variant sono state uccise, spesso in maniera atroce.

Gli omicidi però sono solo la punta dell’iceberg. La transfobia non consiste solo di aggressioni violente fisiche e verbali, ma spesso è presente negli stereotipi, nella cisnormatività e nel binarismo. La cisnormatività consiste nel dare per scontato che tutte le persone siano cisgender, senza prendere in considerazione le persone trans e trattandole come un’eccezione della normalità; mentre il binarismo è un costrutto sociale e culturale che ammette due soli sessi e due soli generi, il maschile e il femminile, che sono diametralmente opposti e complementari. E’ impreciso in quanto non tiene conto delle persone che non si identificano in un genere binario (come persone non binarie) e delle persone intersex, che hanno caratteristiche sessuali non esclusivamente femminili o maschili (cromosomi, caratteri sessuali primari e secondari).

Guardando al passato, bisogna continuare a ricordare e celebrare le lotte combattute e continuare a battersi e imparare da esse, anche dopo tutti questi anni, tutti questi avvenimenti, queste proteste, questi traguardi, dobbiamo ancora arrivare a una società nella quale la transfobia sia combattuta alla radice e le persone trans* possano vivere liber* da discriminazioni. Dobbiamo fermare questa ennesima ondata di odio di cui i numeri parlano anche troppo bene. Questo giorno spendiamolo ricordandoci l‘importanza di queste vite e prendiamoci il tempo per guarire le ferite che ci lasciano tutte le morti, senza però dimenticarle, ma prepariamoci soprattutto a combattere per tutte le vite e tutti i corpi che rimangono.


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