Media e istituzioni tacciono.

Noi pretendiamo la verità.

Un classe di imprenditori e politici che fin troppo a lungo ha agito quasi esclusivamente in nome del profitto, sfruttando allo stremo le risorse del nostro pianeta , ora ci impone uno stile di vita gravoso per la nostra salute e per quella di tutti coloro che dopo di noi verranno. Tra questi rivediamo grandi aziende come la Miteni , gli inquinatori del Nord-Est, che per anni hanno lucrato su una consapevole devastazione ambientale, avvelenando l’acqua, falde acquifere incluse, dell’asta Agno-Guà-Fratta.

La Miteni è stata fondata, nel vicentino, nel 1965 e venne fin da subito utilizzata per la produzione di acidi carbossilici perfluorurati utilizzati per la resa impermeabile dei tessuti.

Solo nel 2013, a seguito di uno studio della CNR, gli abitanti delle zone limitrofe all’azienda come Vicenza, Padova e Verona sono venuti a conoscenza della presenza di queste sostanze nocive all’interno della maggior parte delle fonti d’acqua nel loro territorio e dopo un’analisi dell’ ARPAV si è capito che il patrocinio di questa forma di inquinamento era della Miteni, almeno dal 1977.

Grazie alla ricerca di numerosi esperti e medici indipendenti si è scoperta, a seguito dello screening del sangue di alcuni adolescenti appartenenti a quella che è stata denominata “zona rossa”, una determinante presenza di queste sostanze tossiche (PFAS) ovvero di 64 nanogrammi/grammo quando di norma dovrebbero essercene 3-4 nanogrammi.

Da subito, nei diversi nodi locali, si sono mobilitate le realtà già esistenti o in via di nascita agendo per tirare fuori dall’oscura patina di menzogne, promossa dalle istituzioni, la verità in merito alla devastazione creata dalla suddetta fabrica.

Nel settembre del 2018, gli attivisti e le attiviste delle realtà precedentemente nominate, si sono mosse sanzionando la fabbrica presa in questione. 

I numerosi sforzi e successi dei militanti però, hanno  portato anche a delle loro conseguenze legali, oltre a quelle finalmente arrivate per l’azienda inquinante Miteni.

Le varie realtà, come il comitato NO PFAS, che hanno agito sul campo hanno poi dato continuità al percorso, facendo sempre più informazione con il tentativo di essere il più capillari possibile. 

Anche per questo hanno intrapreso un progetto da fare internamente alle scuole mirando così alla sensibilizzazione e informazione studentesca. Tramite questo però si sono resi conto di quanto, anche tra coloro che sono più a contatto con le zone inquinate, ci sia una totale disinformazione e inconsapevolezza. 

La gravità di questo fenomeno inquinante e il rendersi conto di quanto tutto questo possa nuocere a tutte e tutti noi ma che ancora ci sia così tanta assenza di informazioni, ci fa ringraziare e voler prendere come esempio tutti coloro che hanno agito nella lotta contro enti inquinanti e contro la politica della menzogna.

In relazione a questo, anche noi ci stiamo muovendo all’interno delle nostre scuole proponendo il progetto. Nel caso in cui qualcuno di voi fosse interessato a fare lo stesso ci contatti!

Facciamo in modo che la verità venga fuori e che grazie alle voci di tutte tutti noi assieme qualcosa possa realmente cambiare.

Categories: Ambiente

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